venerdì 15 settembre 2017

Carnevali della Matematica #111 e #111 e mezzo

– Che cosa!? Due Carnevali della Matematica nello stesso mese e uno dei due ha un numero frazionario!? Ma non è mai successo prima!
– Ehm, è colpa mia. Siccome sono arrivato imperdonabilmente in ritardo, Zar ha deciso di punirmi con un carnevale speciale.
– Eh!?
– Scherzo, in realtà sono incredibilmente onorato. Un carnevale speciale e unico tutto per Pitagora e dintorni! Un onore irripetibile!
– Ma dove si trovano questi due Carnevali della Matematica?
– Qui: Carnevale della Matematica #111 e Carnevale della Matematica #111 e mezzo.
– E tu con che cosa hai contribuito?
– Con la cellula melodica...

– E... Ecco come ne dialoga Zar.

“Argh! Ma di chi è stata l'idea?”.

“Di Flavio Ubaldini, che è arrivato in ritardo per il Carnevale 111. E quindi ecco qua il Carnevale numero 111.5, primo della sua stirpe, il Carnevale Frazionario”.

“L'ho già detto che siete pazzi. E tutto questo per una cellula melodica?”.

“No, ci sono anche i contributi di Flavio, che non erano stati inseriti nel vecchio Carnevale”.

“Vecchio! È di stamattina! E quali sono questi contributi di Flavio?”.

“In realtà il suo contributo è un libro, che si intitola Il mistero del suono senza numero. Sul suo blog Flavio ha raccolto alcune recensioni, eccole qua”.

L'amore ai tempi di Pitagora.

Fatevi un favore: regalatevi questo libro, in special modo se la matematica non vi è mai piaciuta.

Musica e matematica: un connubio perfetto!

Presentazione del libro a Crotone, la città del protagonista.

Presentazione del libro ad Arce.

Ah, per quanto riguardala prossima edizione: la 112, del 14 ottobre 2017 avrà come nome in codice  “canta melodioso, canta, canta, canta” e sarà ospitata da MaddMaths! ”.

venerdì 8 settembre 2017

Presentazione de "Il mistero del suono senza numero" ad Arce

Ecco una raccolta di foto e di impressioni dalla presentazione di Arce del 7 settembre.

Sono rimasto molto soddisfatto e ho ricevuto molti complimenti. Addirittura una giovane diciassettenne, che nei mesi precedenti era stata invitata più volte da suoi familiari a leggere il libro e che si era sempre rifiutata di farlo, mi ha detto che la presentazione l'ha incuriosita molto e che ora lo leggerà.

Ma il successo più grande lo ha avuto la risposta alla domanda finale, quella sui rapporti tra musica e matematica. Per concludere la risposta ho commentato il video del Canone 1 dell' Offerta musicale di Bach. Quello in cui vengono applicate operazioni geometriche al pentagramma, fino alla trasformazione in nastro di Möbius.
Inaspettatamente, il video commentato ha avuto un forte impatto pure su persone impreparate in fatto di musica e matematica. Mi sono guadagnato un applauso scrosciante a scena aperta.


Un ringraziamento particolare va al sindaco e a Dario de Palma per l'organizzazione e a Emanuela Patriarca, Massimo De Santis e al prof. Mario Forte per le domande, le letture e l'introduzione.

sabato 2 settembre 2017

giovedì 24 agosto 2017

Presentazione del libro "Il mistero del suono senza numero" a Crotone: la città del protagonista

Tra una settimana, grazie a all'invito della "Nuova Scuola Pitagorica presenterò "Il mistero del suono senza numero" a Crotone. Sì proprio lì! Nella città del protagonista. Nella città di Pitagora.


Mi raccomando, amici vicini e lontani, se il 31 agosto vi troverete a passare per Crotone non perdetevela. Avrà luogo nel museo dei Giardini di Pitagora (Via Giovanni Falcone, Crotone). Questo è l'evento facebook.


Ma, secondo voi, sarebbe stato possibile trovare un luogo più appropriato per questa presentazione?

giovedì 10 agosto 2017

Adorno, l'estetica musicale e la dodecafonia

Sebbene il tema non sia prettamente matematico qui si parla comunque della più pitagorica tra le arti. E poi la dodecafonia non è forse un'elementare formuletta matematica? E allora...

Vi siete mai posti la domanda: che cos'è la bellezza in musica? Quando posso dire che una canzone, una sinfonia, un'opera sono belle? Quando mi suscitano delle emozioni forti? Oppure dobbiamo cercare di astrarci dalle emozioni e giudicare attraverso altri parametri?
Avevo parlato e discusso di un tema simile anche molti anni fa in Godimento intellettuale e godimento gastronomico. Ed è forse proprio da quella discussione che mi ero ripromesso di leggere qualcosa su Theodor Adorno. Nel frattempo mi è capitato si ascoltare la puntata di WIKIMUSIC del del 06/08/2017 dedicata, per l'appunto, al filosofo, musicologo e sociologo tedesco, in cui vengono discussi interessanti temi di estetica musicale. Di seguito ne riporto alcuni passaggi con qualche mia considerazione finale.

Adorno parla di doppio carattere della musica in quanto un'opera d'arte non sarebbe solo un prodotto del genio del suo autore ma sarebbe anche il prodotto di una sorta di soggetto storico e di soggetto collettivo. E cioè di quella società in quel preciso momento storico. Adorno è un acerrimo nemico dell'arte intesa come puro godimento, come piacere sensoriale, come passatempo rilassante e consolatorio. L'arte non andrebbe giudicata per il suo potenziale di piacere bensì per la carica eversiva che essa esprime. La funzione dell'arte e soprattutto quella della musica non sarebbe quella di divertire ma quella di individuare un residuo campo di libertà, di dare un senso diverso al progresso e allo sviluppo sociale e di criticare le logiche di dominio. L'arte e la musica, allora, diventerebbero le uniche alternative all'inganno e all'oppressione che per permeano la nostra esistenza.

Nella celebre opera "Filosofia della musica nuova" del 1949, Adorno condanna la musica di Stravinskij che considera reazionaria e restauratrice e individua nella musica schönberghiana la via del progresso. La tecnica dodecafonica, invece, darebbe vita a un'arte diversa che fa a meno dell'ornamento negando l'apparenza a favore dell'essenza. La musica schönberghiana sarebbe vera perché compromessa con la tragedia dell'uomo del '900. Essa avrebbe scelto di negare la realtà e di farsi carico dei suoi tratti più contraddittori, angoscianti e inumani. Facendo questo però ha sacrificato i suoi rapporti con il pubblico a favore di una sorta di isolamento forzato. "Questa musica ha preso su di sé tutta la tenebra e la colpa del mondo. Tutta la sua felicità sta nel riconoscere l'infelicità. Tutta la sua bellezza nel sottrarsi all'apparenza del bello." - scrive Adorno.

Date queste premesse e si può facilmente intuire perché Adorno avesse quella predilezione per la musica dodecafonica e seriale di cui il musicologo-filosofo diventa, forse anche suo malgrado, il più energico teorico.
Il fatto interessante è che Schönberg, il padre della dodecafonia, criticò ferocemente quello che definì "il gergo pseudo filosofico di Adorno con il quale i professori di filosofia oggi nascondono l'assenza di un pensiero". Per Schönberg Adorno non è altro che "un piccolo cane ringhioso che, come tutti i cani ringhiosi, sarebbe prima o poi diventato rauco o muto.


L'idea che mi sono fatta io, nel mio piccolo e nella mia profonda ignoranza, è che il pensiero di Adorno vada storicizzato in quanto fortemente intriso della politicizzazione del '900 e che, per quanto riguarda l'estetica della musica, non sia più totalmente attuale.
Ad ogni modo, della dodecafonia continuo a pensare quello che ho già scritto qui e qui.