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domenica 25 gennaio 2026

La dimestichezza con i numeri di alcuni giornalisti

Se parlando vi dicessi che il 74% di 4000 è 54 vi accorgereste subito che qualcosa non va?

Eppure, nella puntata di prima pagina di Radio 3 di oggi, Paolo Valentino del Corriere della Sera non ha battuto ciglio quando un ascoltatore ha riportato questi e altri strafalcioni numerici.
Anzi, lo ha pure elogiato per aver fornito una conferma numerica.

Nel dettaglio…

In una telefonata in diretta, un ascoltatore propone un confronto tra le percentuali dei caduti italiani e statunitensi sui rispettivi numeri di truppe inviate truppe inviate in Afghanistan.
L’ascoltatore afferma che tra gli 80.000 militari statunitensi inviati in Afghanistan si sono registrati 2465 caduti.

"Cioè il 32%".

E tra i 4000 militari  italiani si sono registrati 54 caduti 

"Cioè il 74%".

"Questi sono i calcoli che si fanno!" ha sentenziato l'ascoltatore. "È stato semplice dimostrare che in proporzione abbiamo avuto più morti degli americani".
"Certo", conferma il giornalista. "È giusto indignarsi. Lei con questi dati conferma l’errore del presidente americano".

La telefonata è al minuto 16 di questo podcast:

domenica 15 maggio 2022

Padre Martini, i numeri e l'estetica musicale

Già padre Martini, il francescano al cui severo esame di contrappunto si sottopose un non ancora quindicenne Wolfgang Amadeus Mozart, si poneva domande su questioni di estetica musicale che ho sempre trovato molto interessanti.
Nel piacere suscitato dall’ascolto di un brano musicale qual è il ruolo delle sensazioni istintive e quale quello dell’intelletto?
E propone anche delle risposte.

Nella prefazione al suo monumentale progetto – una prima opera completa sulla storia della musica – padre Martini scrive:
“È un’impresa difficile, perché bisognerebbe conoscere la lingua dei popoli di cui mi voglio occupare, la loro poetica, la loro metrica, la loro storia. E, naturalmente, avere anche nozioni scientifiche, di fisica soprattutto. E chissà quali erano i loro strumenti. Però ho letto tutto quello che era possibile leggere.

Anzitutto bisogna dire che esistono tre specie di musica:
  • la prima, quella che move ed alletta col mezzo dei nostri sensi;
  • la seconda, quella che alletta e move l’intelletto;
  • la terza, quella che è l’uno e l’altro, cioè intelletto e sensi move e alletta.
Un esempio della prima? Il canto degli uccelli.
Un esempio della seconda? Una fuga, un contrappunto. Dove sono i numeri, le proporzioni, le regole dell’armonia ad avere la meglio. Questa è la musica che piace agli eruditi.
La terza specie, quella che move ed alletta sia l’intelletto, sia i sensi è la più degna, perché move l’orecchio con la dolce soavità naturale delle voci. Le voci degli strumenti e le voci umane."
Wikimusic | Giovanni Battista Martini, raccontato da Sandro Cappelletto | Rai Radio 3 | RaiPlay Sound

venerdì 11 febbraio 2022

Mortalità associata al Covid-19 in Italia e in altri paesi europei

Oggi ho letto un'obiezione del prof. Andrea Crisanti ("Morti covid in Italia sottostimati, il resto sono sciocchezze") che, con la signorilità che lo contraddistingue, afferma:

«I morti per covid sono stati sempre sottostimati»... «Alcuni esperti tendono ad evidenziare la differenza tra morti 'con' covid e morti 'per covid'. Le persone dovrebbero ragionare prima di dire queste baggianate»

Ma, giustamente, osserva che: 

«La maggior parte dei decessi riguarda persone tra 80 e 85 anni: la possibilità che una persona di questa fascia muoia in un giorno è 1/1.000. L'incidenza dei positivi in questa fascia è 4/1.000. Le probabilità si moltiplicano, la probabilità che una persona muoia per causa indipendente dal covid e allo stesso tempo sia infettata è 4/1.000.000. In genere, i decessi da covid sono stati sottostimati»

Esprimendo l'affermazione di Crisanti in termini probabilistici, se non ho commesso errori, mi pare che le cose funzionino.
Cioè, se chiamiamo A e B gli eventi 
A = morte di 80-85-enne in un giorno indipendentemente da Covid-19
B = infezione da Covid-19 per 80-85-enne in un giorno

Secondo i dati di Crisanti che le probabilità sarebbero: 
P(A) = 1/1.000
P(B) = 4/1.000

Essendo A e B eventi indipendenti, avremo che la probabilità che A e B si verifichino  contemporaneamente, cioè morte di 80-85-enne infettato da Covid-19 ma per ragioni indipendentemente da quell'infezione, è

P(A∧B) = P(A) * P(B) = 4/1.000.000

Quindi, se non ho capito male, Crisanti afferma che chi sostiene l'inaffidabilità dell'indice di mortalità a causa della differenza tra morti 'con' covid e morti 'per covid' commetterebbe un errore. Perché il numero di morti con covid ma per un'altra causa sarebbe trascurabile rispetto al numero dei morti per covid.
Inoltre come conferma che i decessi da covid sono stati sottostimati Crisanti avrebbe anche affermato che:

«Nella prima ondata in Val Seriana sono stati registrati 2.500 morti da covid, l'eccesso di mortalità era 6.500. Le persone dovrebbero ragionare prima di dire queste baggianate»

Fin qui le cose mi tornano1. Contemporaneamente mi sono venute in mente le discrepanze tra le definizioni di decesso dovuto a Covid-19 nei diversi paesi europei. E qui le cose si complicano.

Solo per citare due esempi, il sistema sanitario inglese ad agosto del 2020 ha cambiato la definizione considerando deceduto causa Covid-19 solo chi muore entro e non oltre 28 giorni dalla data del primo test positivo confermato in laboratorio2. Tra parentesi, in  Public Health England has changed its definition of deaths: here’s what it means, vedo che in seguito a quel cambiamento i morti in Inghilterra per il periodo marzo-agosto 2020 sono passati da 42.072 a 36.695, con una differenza di 5.377 morti in meno.

Mentre i criteri che vengono adottati in Italia per definire un decesso dovuto a Covid-19 sono3:
· Decesso occorso in un paziente definibile come caso confermato microbiologicamente (tampone molecolare) di COVID-19
· Presenza di un quadro clinico e strumentale suggestivo di COVID-19
· Assenza di una chiara causa di morte diversa dal COVID-19
· Assenza di periodo di recupero clinico completo tra la malattia e il decesso.

Comunque con una ricerca veloce ho trovato molto dati e studi sull'argomento. Penso sia una materia molto complessa4. Se avrò tempo e voglia approfondirò.

Nota del 12/3/2022
Quasi un mese dopo la pubblicazione di questo mio post Lancet ha pubblicato i risultati di una ricerca:
Estimating excess mortality due to the COVID-19 pandemic: a systematic analysis of COVID-19-related mortality, 2020–21. Si stima che il numero reale delle morti reali siano più di tre volte il dato ufficiale: 18,2 milioni contro i 5,94 milioni del dato ufficiale.  

Riporto qui la sintesi delle conclusioni:
"Although reported COVID-19 deaths between Jan 1, 2020, and Dec 31, 2021, totalled 5·94 million worldwide, we estimate that 18·2 million (95% uncertainty interval 17·1–19·6) people died worldwide because of the COVID-19 pandemic (as measured by excess mortality) over that period. The global all-age rate of excess mortality due to the COVID-19 pandemic was 120·3 deaths (113·1–129·3) per 100 000 of the population, and excess mortality rate exceeded 300 deaths per 100 000 of the population in 21 countries. The number of excess deaths due to COVID-19 was largest in the regions of south Asia, north Africa and the Middle East, and eastern Europe. At the country level, the highest numbers of cumulative excess deaths due to COVID-19 were estimated in India (4·07 million [3·71–4·36]), the USA (1·13 million [1·08–1·18]), Russia (1·07 million [1·06–1·08]), Mexico (798 000 [741 000–867 000]), Brazil (792 000 [730 000–847 000]), Indonesia (736 000 [594 000–955 000]), and Pakistan (664 000 [498 000–847 000]). Among these countries, the excess mortality rate was highest in Russia (374·6 deaths [369·7–378·4] per 100 000) and Mexico (325·1 [301·6–353·3] per 100 000), and was similar in Brazil (186·9 [172·2–199·8] per 100 000) and the USA (179·3 [170·7–187·5] per 100 000)."



1. Ma se qualcuno dovesse accorgersi di errori sarò lieto di correggermi.

2. Public Health England has changed its definition of deaths: here’s what it means - The Centre for Evidence-Based Medicine (cebm.net);
Coronavirus and mortality in England and Wales methodology - Office for National Statistics (ons.gov.uk);
Fact Check-British health minister did not admit all pandemic deaths were overcounted | Reuters

lunedì 27 dicembre 2021

Dati sulla mortalità in Italia 2012-2020

Oggi ho letto un'affermazione scritta con tanta sicumera. La riporto al netto delle sgrammaticature: 
"Non dimentichiamoci che dal 2015 al 2021 i grafici della mortalità non presentano variazioni, nonostante i paladini dei pecoroni ..." e così via.

Ecco invece che dicono i dati.
Nel complesso nel 2020 il numero dei morti risulta di 746.146 unità. Anche considerando il peggior anno passato per numero di morti (il 2017), la differenza è di 97.085 unità in più, pari ad un +15%.
Se il dato viene invece raffrontato con l'anno precedente, il 2019, la differenza è di 111.729 unità in più, pari ad un +17,6%.



Fonti 

Morti per mese in Italia nel periodo covid-19

Dati ISTAT sezione “Popolazione e famiglie -> Mortalità -> Decessi -> Morti”

martedì 2 novembre 2021

Ora legale, consultazione europea e interpretazioni numeriche

Nell’articolo Ora legale o ora solare? Secondo un nuovo studio abolire il cambio d’ora farebbe male alla salute di Laura Cuppini leggo queste due affermazioni:

"Nel 2018 i cittadini europei hanno deciso per l’abolizione del cambio di ora con l’84% dei voti a favore"
e
in Europa la stragrande maggioranza della popolazione si oppone al mantenimento del doppio cambio d’ora“.

In realtà, pur trattandosi della consultazione pubblica UE con il numero più alto di risposte mai ricevute, si tratta pur sempre di 4,6 milioni di risposte che, su una popolazione di circa 450 milioni di abitanti, rappresentano poco più dell’1%.
I dati si trovano su un sito ufficiale dell'UE: Consultazione sull'ora legale: 84% a favore dell'abolizione del cambio dell'ora in Europa.
Da notare che per l’Italia si sono espressi solo lo 0,04% dei cittadini.



Viste le percentuali si può davvero affermare che “in Europa la stragrande maggioranza della popolazione si oppone al mantenimento del doppio cambio d’ora“?

lunedì 18 ottobre 2021

Confronto impatto Covid19 tra cittadini vaccinati e non vaccinati

Ecco una tabella con un confronto, tra cittadini italiani vaccinati e non vaccinati, dell'impatto prodotto da Covid19.

Detto a parole, se non ci si vaccina, finire in terapia intensiva per Covid19 è di:

39 volte più probabile tra i 19-59 anni.
20 volte più probabile tra i 60-79 anni.
13 volte più probabile oltre gli 80 anni.

Più di questo non so bene che cosa possa servire.

Ah, forse dare uno sguardo a un confronto con la curva di un paese a bassa vaccinazione.






Dati presi da:

martedì 21 settembre 2021

Stravinsky nel Paese di Pulcinella: Carlo Gesualdo da Venosa

Riporto una commento di Sandro Cappelletto su Stravinsky e Carlo Gesualdo da Venosa: due compositori, due giganti, che dialogano nonostante i quasi quattro secoli di distanza. Il commento si trova nella quarta puntata della bellissima serie "Stravinsky nel Paese di Pulcinella" di Sandro Cappelletto.

"Stravinskij scoprì un autore che stava uscendo dall’oblio dopo secoli: Gesualdo da Venosa. Lo definisce musicista senza padri e senza figli. Pianeta senza satelliti nella storia della musica. Oggi sappiamo che non è così, ma Stravinskij rimane fedele al proprio motto: io non rispetto, amo! Viaggiò fino a Gesualdo, il paese in provincia di Avellino dove sorgeva e sorge tuttora il castello di famiglia del principe compositore. Principe, musicista e assassino. Colpevole di un doppio delitto a fil di spada. La moglie, Maria d’Avalos, e il suo amante Fabrizio Carafa. Così bello da venire chiamato l’angelo di Napoli. E lei più che bella: irresistibile, fatale. Un gran caso di cronaca nera che coinvolge l’aristocrazia napoletana di fine cinquecento. Stravinskij sente una forte affinità con la musica di Gesualdo. Gesualdo l’inattuale, che continua a scrivere madrigali in stile polifonico mentre si sta affermando l’opera con le arie cantante dai singoli protagonisti. Anche Glenn Gould la pensava allo stesso modo. Gesualdo è come Bach, diceva. Impossibile collocarli in un preciso contesto storico. Dapprima Stravinskij completa tre brevi brani sacri di Gesualdo, ai quali mancano delle parti vocali, e battezza l’opera Tres sacrae cantiones. Non vuole rifare Gesualdo, ma confrontarsi con lui. Le mie parti, dice, non sono un tentativo di ricostruzione: vi sono dentro io quanto Gesualdo."


mercoledì 14 aprile 2021

Un confronto approssimativo tra i rischi del vaccino AstraZeneca (ma anche J&J) e i rischi del traffico romano

Secondo una media calcolata qualche anno fa, a Roma circolerebbero quotidianamente 572.971 vetture che trasportano 767.372 persone.
Secondo i dati del 2019 a Roma gli incidenti sono stati 12.271: più di 33 al giorno.
I feriti 15.919: più di 43 al giorno.
I morti 131: più di uno ogni tre giorni

Approssimativamente si può quindi dire che, ogni giorno, in una situazione di circolazione non limitata, una persona che sale in auto a Roma ha la probabilità:
del 0,058‰ (per mille) di avere un incidente 
del 0,056‰ di rimanere ferita 
dello 0,47 per milione di morire

In Europa 26 milioni di persone sono state vaccinate con AstraZeneca (dato dell'otto aprile). 
Tra queste ci sono statti 222 casi di trombosi che potrebbero essere stati causati dal vaccino (ho scritto “potrebbero” perché la certezza assoluta ancora non c’è). Tra questi ci sono stati 18 morti.
(Fonte Vaccini in Europa e decessi, tutti i casi oltre AstraZeneca)

Pur ammettendo che tutti questi casi di trombosi siano stati causati dal vaccino possiamo dire che nel momento in cui si è vaccinati con AstraZeneca si ha la probabilità:
dello 0,0085‰ di avere una trombosi e
dello 0,69 per milione di morire 

Stimando che un romano salga in auto 250 giorni l’anno (immagino sia una sottostima), si potrebbe dire che la probabilità di morire in un anno è 0,47 * 250 = 117,5 per milione.

Mentre per Astrazeneca è di 0,6923 * 2 = 1,385 per milione.

Quindi, nel corso di un anno in cui si è vaccinati, è quasi 100 volte più probabile morire in un incidente che a causa della vaccinazione.

Credo che considerazioni simili si possano ripetere per tutti i vaccini approvati dall'EMA, incluso Johnson & Johnson.

Aggiungo che un semplice calcolo mostra anche che il vaccino AstraZeneca (ma anche gli altri) è molto più sicuro dell'aspirina, di qualunque antibiotico, di antiaritmici, e antipertensivi. Sostanzialmente di quasi tutti gli altri farmaci che assumiamo.
D'altra parte, basta guardare il foglio illustrativo dell'aspirina o dell'IBUPROFENE.
Gli effetti indesiderati più rari riportati lì, quelli "molto rari", vengono rilevati statisticamente su 1 persona ogni 10.000. Ed ecco che trovate per l'aspirina:
  • emorragia cerebrale, specialmente in pazienti con ipertensione (pressione del sangue alta) non controllata e/o in terapia con anticoagulanti (medicinali usati per rallentare o inibire il processo di coagulazione del sangue), che, in casi isolati, può essere potenzialmente letale.
  • sindrome di Reye (*), una malattia acuta a carico del cervello e del fegato, potenzialmente fatale, che colpisce quasi esclusivamente i bambini.
Nel caso dei vaccini stiamo parlando di esiti letali nell'ordine di 1 persona ogni milione. Quindi un'ordine di grandezza 100 volte inferiore agli effetti indesiderati più gravi dell'aspirina.

Nota

Quelle che ho riportato sono percentuali approssimative perché basate su dati non omogenei dal punto di vista temporale. Possono però fornire un’idea delle grandezze in gioco.

lunedì 28 dicembre 2020

Le dichiarazioni di Andrea Crisanti sul vaccino COVID19

Non credo che un virologo non potesse non immaginare che sarebbe finita così. E allora perché a novembre ha sentito quell’impellente necessità di rilasciare dichiarazioni che hanno confuso molti cittadini? 

19 novembre 2020: Andrea Crisanti: "Col primo vaccino a gennaio, senza dati, non mi vaccinerei"


Ecco un virgolettato della dichiarazione di Crisanti di novembre:
“Normalmente ci vogliono dai 5 agli 8 anni per produrre un vaccino. Per questo, senza dati a disposizione, io non farei il primo vaccino che dovesse arrivare a gennaio. Perché vorrei essere sicuro che questo vaccino sia stato opportunamente testato e che soddisfi tutti i criteri di sicurezza ed efficacia. Ne ho diritto come cittadino e non sono disposto ad accettare scorciatoie”.

Mi pare una dichiarazione formalmente corretta da un punto di vista logico ma assolutamente priva di buon senso, perché non si stava parlando dell’Avigan né della clorochina dei complottisti. La dichiarazione riguardava vaccini che stavano seguendo tutte le procedure necessarie per ricevere l’approvazione dagli organi preposti.
Quindi un’implicazione con antecedente vero per definizione perché nessun vaccino può essere somministrato senza essere stato opportunamente testato e senza soddisfare tutti i criteri di sicurezza ed efficacia. Quello di Crisanti è stato quindi un esercizio di stile che ha avuto l’effetto di una dichiarazione ovvia per chi già sapeva come stavano le cose, e, invece, ha confuso la maggior parte dei cittadini che non sanno nulla delle procedure di approvazione dei farmaci.
Ne ho avuto la riprova con un’amica, non negazionista, né antivax, e di istruzione medio-alta, che, dopo aver sentito le dichiarazioni di Crisanti ha cominciato ad avere dubbi se vaccinarsi o meno.

giovedì 10 dicembre 2020

Un valida alternativa ad Amazon per sostenere le librerie sul territorio

Rilancio l'informazione su questa ottima alternativa ad Amazon.

"Mai come in questo periodo è importante sostenere le attività di quartiere e fare i propri acquisti nella libreria vicino a casa. Ecco perché esiste GoodBook, il primo portale delle librerie indipendenti italiane, che ti permette di sfruttare la comodità del web senza rinunciare al rapporto con il tuo libraio di fiducia

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Qui troverete anche un video esplicativo:
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sabato 31 ottobre 2020

Carlo Rovelli su scienza, opinioni politiche e pandemia di COVID-19

Di recente ho sentito più di un amico dirsi deluso dalle risposte confuse provenienti dall'ambito scientifico sui temi relativi alla  pandemia.
Credo che questa breve intervista a Carlo Rovelli - "La scienza procede per errori, accettiamone i limiti" - fornisca risposte chiare.

La considerazione più interessante mi pare questa:

Purtroppo tra i due ambiti (scienza e opinioni politiche) si fa ancora troppa confusione. Come nel caso del lockdown. “La scienza ci dice, per esempio, che data la conoscenza attuale che abbiamo, aprire le scuole, tenere aperti i bar, oppure non fare un lockdown, porterà con tale e tale probabilità e con tale e tale incertezza un numero di morti addizionali - afferma Rovelli -. D’altra parte sappiamo anche che non aprire le scuole, chiudere i bar, andare in lockdown, comporta perdita di ricchezza da parte di alcune persone, un danno per i ragazzi, eccetera. Dunque la decisione se dare più importanza ai morti oppure alla ricchezza è una decisione politica, non scientifica”.

Lo scienziato, in quanto tale, dovrebbe rimanere fermo sui dati empirici che ha e non sbilanciarsi a dare una sua visione: “Fare o non fare un lockdown è una decisione molto difficile che ovviamente ci divide, perché abbiamo interessi particolari divergenti e scale di valori diverse. Gli ‘scienziati’ che dicono ‘in fondo è una malattia come un’altra’, così come gli altri che dicono che ‘la situazione è gravissima’, non stanno parlando di scienza: stanno parlando della loro scala di valori, o focalizzandosi sugli interessi degli uni o degli altri: per alcuni, dei morti in più non è così grave, per altri lo è. Per alcuni, se qualcuno si impoverisce un po’ non è così grave, per altri lo è”.

sabato 18 aprile 2020

Coronavirus: si può stimare la quantità reale dei decessi dovuti al virus?

Andrea Capocci, nel suo articolo Wuhan riconta i morti. Ma i numeri sono errati un po’ ovunque, ha riportato dati molto interessanti pubblicati dall’Economist. Il settimanale britannico ha confrontato il numero ufficiale dei morti di Covid-19 nel mese di marzo con l’aumento della mortalità rispetto allo scorso anno per diversi paesi europei allo scopo di stimare la quantità reale dei decessi dovuti al virus.

Di seguito riporto i brani dell'articolo di Capocci.

"Forse ispirati dalle inchieste italiane, all’Economist hanno confrontato il numero ufficiale dei morti di Covid-19 nel mese di marzo con l’aumento della mortalità rispetto allo scorso anno per diversi Paesi europei. È solo una stima, perché non tutte le morti in più del marzo 2020 devono essere necessariamente attribuite al Covid-19. Ma il surplus fornisce almeno un ordine di grandezza dell’approssimazione con cui sono contate le vittime dai governi che stanno fronteggiando la pandemia.

Dai grafici dell’Economist si scopre che in Spagna il numero di vittime ufficiali di Covid-19 a marzo, circa 8000, rappresenta solo una parte dei 13000 decessi in più rispetto allo scorso anno. La sottostima delle vittime di Covid-19 è dunque del 60%. Stessa percentuale per la Francia, dove i morti di marzo dovuti al Coronavirus ufficialmente sono 5000, ma la cifra più verosimile è di 8000 vittime. Più precise le cifre del Regno Unito: 6200 le morti ufficiali, 7000 i decessi in più. La sottostima è solo del 10%. All’estremo opposto ci sono i Paesi Bassi. Nel mese di marzo i morti di Covid-19 non sono stati 1700, come dicono le stime ufficiali, ma più probabilmente 4000. Il numero reale delle vittime è quasi due volte e mezzo quello ufficiale.

Il grande assente nell’analisi dell’Economist è la Germania. Lo «Statistisches Bundesamt», l’Istat locale, non ha ancora pubblicato i dati sulla mortalità. «Sono attesi per il fine settimana», spiega l’istituto in una nota. Secondo i dati ufficiali è il Paese che sta gestendo meglio l’epidemia, con soli tre morti ogni cento casi registrati. Un successo che si spiega con il gran numero di tamponi e con l’abbondanza di posti in terapia intensiva, dicono gli esperti, anche se sui test non ci sono dati ufficiali. Ma c’è chi dubita della classificazione dei casi adottata dai tedeschi, come il presidente della società italiana di geriatria Roberto Bernabei: «Se in Germania contano solo il paziente giovane con polmonite interstiziale da Coronavirus, alla fine avranno pochissimi morti». Fra pochi giorni si saprà come stanno le cose davvero. Meriti e colpe delle scelte sanitarie avranno un ruolo decisivo anche sui tavoli economici dei negoziati europei.

domenica 5 aprile 2020

Di bucatini, macchine per l'estrusione della pasta e topologia ai tempi del coronavirus

T1 e T3 suonano il trombone nella stessa orchestra amatoriale ormai da anni. E spesso si intrattengono piacevolmente in conversazioni su temi anche non musicali. T1 è ingegnere meccanico di formazione e di professione mentre T3 è matematico di formazione.
La nuova stagione di prove sarebbe dovuta cominciare a fine marzo ma è stata rimandata a causa della pandemia. E allora T1 e T3 hanno continuato ad avere conversazioni adeguandosi ai mezzi e ai tempi del coronavirus.
T1 è britannico ma parla anche l'italiano mentre T3 è italiano. Le conversazioni avvengono di solito in inglese con qualche contaminazione italiana.

‒ Ciao T3, forse puoi aiutare con la domandona del giorno della mia famiglia: perché esiste della pasta nella forma di "macaroni"? 

‒ Ciao T1, spero che tu sia cosciente di aver posto una domanda molto pericolosa. :-)
Prima di tutto, dovrò applicare la tecnica del "separate and clarify".
Che intendi esattamente per forma di "macaroni"? Mi stai chiedendo perché esiste proprio in questa forma e non in altre forme? O perché esiste in questa forma oltre ad altre forme?
La mia interpretazione è che forse tu stia usando una sineddoche elevando "macaroni" a rappresentante della categoria "pasta corta"?

‒ No, in realtà intendevo pasta lunga attraversata da piccoli fori interni. A differenza degli spaghetti (senza buco) e delle penne (foro grande).
Il buco piccolo non sembra raccogliere molto sugo (le penne lo fanno), ma ti impedisce di risucchiare il pezzo come accade per gli spaghetti ...!

‒ Ah! Quindi intendi bucatini?

‒ Sì. sembrerebbe, ma la confezione che abbiamo comprato li chiama "macaroni"!

‒ Quella è probabilmente la versione per non-italiani :-)

‒ Probabile. Ma quindi - la domanda rivisitata è: perché esistono i bucatini ?!

‒ Questa è una domanda interessante a cui si può provare a rispondere parzialmente attraverso il punto di vista della tradizione.
Ci sono alcune ricette che di solito vanno con i bucatini. La più famosa è l'Amatriciana. Ogni tanto la faccio. Forse potrei pepararla per voi una delle prossime volte che ci incontreremo. Anche se negli ultimi tempi non la faccio molto spesso. Non è la cosa migliore per il mio colesterolo :-) Nella nostra tradizione famigliare c'è solo un'altro condimento, fatto con melanzane e cipolla, che usiamo con i bucatini.
Invece, da un punto di vista tecnico, trovo difficile spiegare perché i bucatini esistano. Quello che hai scritto potrebbe essere uno dei motivi. Di certo posso dirti è che se mangio l'amatriciana con spaghetti anziché bucatini sento che c'è qualcosa di atipico.
Ma avrei anche un'altra domanda tecnica che mi sono sempre posto sui bucatini: non riesco a immaginare come possano essere prodotti con una macchina. Forse potresti aiutarmi a capirlo: quale tipo di macchina può produrre il piccolo buco?

‒ Forse la "sensazione" dei bucatini è unica per la sintesi di durezza dovuta alla parete relativamente spessa e di morbidezza dovuta alla flessibilità del tubicino ... e il foro gli consente di essere cotti anche dall'interno ...
Per quanto riguarda il metodo di produzione, direi che potrebbero esserci perni sottili filiformi che attraversano un disco. L'impasto è abbastanza morbido da poter fluire attorno ai perni prima di entrare nel disco, ma una volta nel tubo, l'impasto viene sagomato in quella forma e ne esce come bucatino.

‒ Faccio fatica a immaginarlo. Come fa il perno a non rovinre la forma del bucatino? Pensavi a qualcosa di simile? Ma non riesco ancora ad afferrare quale sia la forma geometrica dello strumento. Che cos'è? Due cilindri concentrici con raggio diverso? Se sì, che cos'è che sostiene il cilindro interno senza rovinare la forma del bucatino?

‒ Ecco uno schizzo che ho fatto su come potrebbe apparire la testa di estrusione per fare i bucatini. C'è bisogno di una piastra di supporto con una specie di griglia, che fissa i perni in posizione. Questi perni si estendono quindi verso la piastra anteriore finendo al centro del foro anteriore: i perni formano il foro interno del bucatini, la fessura circolare nella piastra anteriore crea invece il diametro esterno del bucatino.



















Ho anche trovato un video interessante.

‒ Forse ora ho capito. La griglia taglia l'impasto. Tuttavia, a causa della sua consistenza, l'impasto si ricompoe di nuovo. Penso che questo fosse l'aspetto che mi mancava.

‒ Considera comunque che è solo una mia ipotesi

‒ Certo, ma è sensata.

‒ L'altra ipotesi è che l'impasto entri dai lati, piuttosto che della griglia ... in effetti, questa potrebbe essere l'ipotesi più probabile.

‒ Oh no! ora devo fare un altro sforzo mentale per capirlo :-)

‒ Qualcosa del genere.

‒ Sì. Avevo immaginato qualcosa di simile poco fa mentre correvo. Sai che trovo che questa conversazione sia spiritosa e interessante.
Ti dispiace se ne pubblico una versione tradotta liberamente sul mio blog?

‒ Ma certo! Grazie per avermelo chiesto. Avevo anche iniziato a scavare nella tana del bianconiglio alla ricerca di brevetti (Espacenet), ma ho deciso di smettere prima che la cosa sfuggisse di mano 😉
Ma è un mondo affascinante. Ci trovi brevetti di Barilla, certo, ma anche di produttori statunitensi e asiatici. È un mondo difficile quello dell'ingegneria dell'estrusione della pasta!

domenica 29 marzo 2020

Coronavirus: dati e grafici 29 marzo: coi nostri comportamenti salviamo vite

"Con i nostri comportamenti salviamo vite" ha detto il Prof. Richeldi durante la conferenza stampa di oggi della Protezione Civile.
Forse non c'è sintesi migliore per commentare i dati di oggi: i contagi decrescono, i morti decrescono e i pazienti in terapia intensiva decrescono. Quale prova migliore che le misure prese e i nostri comportamenti stanno contribuendo a salvare vite?

Contagi totali, casi attivi, pazienti guariti
I guariti di oggi sono 1434 e portano a 13030 il totale dei guariti.



Andamento del tempo di raddoppio relativo al totale di contagi in Italia. 
È il valore massimo raggiunto finora. Quasi 12 giorni e mezzo.



Confronto tra la curva dei contagi in Germania e quella dei contagi in Italia, con il dato italiano traslato di otto giorni in avanti



Andamento del tempo di raddoppio relativo ai deceduti 


Visti i dati e il fattore di crescita di oggi, per domani, 30 marzo, potremmo aspettarci:

Contagi totali in Italia circa 103200

lunedì 23 marzo 2020

Coronavirus: dati e grafici 23 marzo

I dati del coronavirus in Italia continuano a migliorare. La crescita è di nuovo rallentata sia per i contagi sia per i decessi. Le misure prese continuano a produrre risultati. Avanti così.

Contagi totali, casi attivi, pazienti guariti
I guariti di oggi sono 408 e portano a 7423 il totale dei guariti.



Andamento del tempo di raddoppio relativo al totale di contagi in Italia. 
È il valore massimo raggiunto finora. Supera gli 8 giorni.



Andamento del fattore di crescita dei contagi in Italia 
E anche questo, ovviamente, è migliorato scendendo.



Confronto tra la curva dei contagi in Germania e quella dei contagi in Italia, con il dato italiano traslato di otto giorni in avanti



Ospedalizzati, deceduti e pazienti in terapia intensiva


Visti i dati e il fattore di crescita di oggi, per domani, 24 marzo, potremmo aspettarci:

Contagi totali in Italia circa 69104
Contagi totali in Germania circa 33971

domenica 22 marzo 2020

Coronavirus: dati e grafici 22 marzo

I dati relativi al contagio coronavirus in Italia oggi sono migliori e ci riaccendono una speranza. La speranza che la tendenza sia confermata nei prossimi giorni. La crescita sta rallentando sia per i contagi sia per i decessi. Credo che le misure prese stiano cominciando a produrre risultati. La strada è quella giusta. Continuiamo a essere pazienti e rigorosi nell'applicare le misure.

Contagi totali, casi attivi, pazienti guariti
I  guariti di oggi sono 953! Il che porta a 7024 il totale dei guariti. Da notare la minore ripidità della curva azzurra dei contagi.


Andamento del tempo di raddoppio relativo al totale di contagi in Italia. 
È il valore massimo raggiunto finora. Si avvicina ai 7 giorni.


Andamento del fattore di crescita dei contagi in Italia 
E anche questo, ovviamente, è migliorato scendendo.



Confronto tra la curva dei contagi in Germania e quella dei contagi in Italia, con il dato italiano traslato di otto giorni in avanti




Ospedalizzati, deceduti e pazienti in terapia intensiva


Visti i dati e il fattore di crescita di oggi, per domani, 23 marzo, potremmo aspettarci:

Contagi totali in Italia circa 65275
Contagi totali in Germania circa 27750

sabato 21 marzo 2020

Coronavirus: alcune ipotesi sui tempi per il ragiungimento del picco dei positivi

Ieri l'amico Gianni Amati, che da anni fa ricerca su Big Data Analysis; Search & sentiment analysis, ha pubblicato questo Tweet con delle ipotesi sui tempi per il ragiungimento del picco dei positivi.
Per elaborare le ipotesi ha messo a confronto le curve dei positivi di Cina, Corea del sud, Germania, Spagna, Francia, Regno Unito, traslandole rispettivamente di 38, 3, -7, -7, -9 e -11 rispetto alla curva dei positivi in Italia.




Gianni Amati si chiede se i decreti del nostro governo avranno lo stesso effetto delle misure cinesi. E quindi se la nostra curva continuerà a rimanere al di sotto di quella cinese. In tal caso, il picco dei positivi dovrebbe essere raggiuno entro la prossima settimana.
Oppure se la nostra curva scavalcherà quella cinese e dovremo aspettarci un picco dei positivi più ritardato.
Visto che per il momento la nostra curva si trova al di sotto di quella cinese, io opterei per l'ipotesi più ottimistica. Siete d'accordo?
Un altro aspetto da notare è che gli effetti delle varie restrizioni arrivano solo dopo più di due settimane. Attualmente siamo solo poco dopo gli effetti del decreto di chiusura delle scuole.

Anche l'amico e coautore Spartaco ieri ha proposto un'ipotesi: che l'andamento dell'epidemia in questa fase sia meglio descritto dai ricoveri, che non sono influenzati dai criteri di screening e dall'emersione dei casi asintomatici.

venerdì 20 marzo 2020

Coronavirus: Lombardia e Veneto - 19 marzo

Nei dati di ieri non abbiamo visto il miglioramento che speravamo di vedere a livello nazionale. L'amico e coautore Spartaco ha proposto delle interessanti ipotesi che riporto di seguito e che portano entrambe alla stessa condivisibilissima conclusione: dobbiamo continuare a rimanere in casa.

L'ipotesi più favorevole è che l'aumento dei casi sia l'effetto dell'avvio di campagne di test, che stanno mettendo in evidenza gli asintomatici. Mentre il fatto che i ricoveri (non influenzati da quanti test si fanno, perché a tutti quelli che arrivano in H con polmonite si fa il test) calino, conferma la tendenza al rallentamento.
L'altra ipotesi è che i contagi aumentano e che quindi non basta quanto stiamo facendo.
Se è vera la prima ipotesi, dobbiamo stare in casa per consolidare il trend dei ricoveri e chi è positivo si deve fare i suoi sereni 14 giorni in quarantena. Se è vera la seconda ipotesi, dobbiamo stare in casa per evitare il disastro.
Insomma ci arriviamo tutti da soli.
Nei prossimi giorni si capirà quali ipotesi è vera.
Aggiornamento: il fatto che 2271 casi di oggi siano lombardi e che anche in questa regione i ricoveri rallentino mi fa pensare all'ampliamento dello screening. Ma bisogna vedere....

Quello che ho aggiunto io è che forse, per vedere i risultati del blocco totale, sono necessarie almeno due settimane e che la curva del Veneto potrebbe esserne una conferma. Mi ricordavo che quella stesse convergendo. E lì il blocco è cominciato prima che nel resto d'Italia. Mi ricordavo anche che la curva della Lombardia, invece, non stesse convergendo. Ma li si sono infiammati altri due grossi focolai.

Poi sono andato a guardare le curve. Effettivamente una leggera tendenza in quel senso c'è, ma forse è ancora troppo leggera per poter trarne conclusioni.

Totale contagi Veneto


Totale contagi Lombardia

Fattore di crescita Veneto


Fattore di crescita Lombardia
Tempo raddoppio Veneto


Tempo raddoppio Lombardia





giovedì 19 marzo 2020

Coronavirus: dati e grafici 19 marzo

Ecco i dati e alcuni miei grafici relativi al contagio coronavirus in Italia aggiornati al 19 marzo.

Contagi totali, casi attivi, pazienti guariti
I  guariti di oggi sono 415.




Andamento del tempo di raddoppio relativo al totale di contagi in Italia. 
Oggi c'è stata una nuova discesa.


Andamento del fattore di crescita dei contagi in Italia 
Oggi c'è stata un nuovo leggero aumento.






Confronto tra la curva dei contagi in Germania e quella dei contagi in Italia, con il dato italiano traslato di otto giorni in avanti





Ospedalizzati, deceduti e pazienti in terapia intensiva




Visti i dati e il fattore di crescita di oggi, per domani, 19 marzo, potremmo aspettarci:

Contagi totali in Italia circa 47150
Contagi totali in Germania circa 19040

mercoledì 18 marzo 2020

Coronavirus: dati e grafici 18 marzo

Ecco i dati e alcuni miei grafici relativi al contagio coronavirus in Italia aggiornati al 18 marzo.

Contagi totali, casi attivi, pazienti guariti
La notizia positiva di oggi è che c'è stata un'impennata della curva dei guariti, quella in viola: 1084 dimessi nella giornata di oggi per un totale di 4025.




Andamento del tempo di raddoppio relativo al totale di contagi in Italia. Per sbaglio ieri avevo pubblicato il grafico del tempo di raddoppio relativo al totale di decessi invece di quello relativo ai contagi.
Il tempo di raddoppio è il tempo che il numero totale di contagi impiega per raddoppiare. Più è alto e meno velocemente si diffonde l'epidemia. Oggi è la serie di tre aumenti consecutivi si è interrotta. Ma può succedere. Speriamo riprenda domani.




Andamento del fattore di crescita dei contagi in Italia
Essendo correlato al 
tempo di raddoppio, oggi purtroppo è aumentato. Ma di poco.




Confronto tra la curva dei contagi in Germania e quella dei contagi in Italia, con il dato italiano traslato di otto giorni in avanti





Percentuale sul totale dei casi dei decessi e dei pazienti in terapia intensiva


Visti i dati e il fattore di crescita di oggi, per domani, 18 marzo, potremmo aspettarci:

Contagi totali in Italia circa 40482
Contagi totali in Germania circa 16222