venerdì 23 giugno 2023

Il mistero del suono senza numero - "in superficie è una storia semplice e ricca di mistero, in profondità nasconde l’essenza della matematica"

Daniela Molinari, insegnante di matematica e fisica presso un Liceo Scientifico ha scritto una recensione del Il mistero del suono senza numero

Qui riporto solo un piccolo estratto. Per la recensione completa: amolamatematica/il-mistero-del-suono-senza-numero

Il percorso è davvero interessante: in superficie è una storia semplice e ricca di mistero, ma in profondità nasconde l’essenza della matematica: mette in luce le caratteristiche della scuola pitagorica, il percorso della ricerca matematica dalla nascita di un’idea fino alla sua formalizzazione, ed evidenzia come le domande fondamentali si mostrino a volte come banali, ma possano mettere in crisi anche i saperi più antichi.

Le idee più profonde della matematica e della filosofia pitagorica sono trasmesse al lettore nel corso della storia e, permeando la vicenda, consentono un’assimilazione più efficace dei concetti difficili.

mercoledì 14 giugno 2023

Carnevale della Matematica #170: Matematica razionale

L'edizione di aprile del Carnevale della Matematica, la numero 170 è ospitata da Notiziole di .mau. e il tema è Matematica razionale.

Per quanto riguarda i miei contributi, ...

l 170 si fattorizza 2×5×17: la cellula melodica non ha pertanto altezze o intervalli complicati da prendere, ma non è banalissima da cantare.

   

Veniamo ai contributi!
Dioniso, in Gabriele Lolli: la matematica è consolidata, stabile e cumulativa, racconta come nel terzo capitolo “Matematica on the move” del suo libro, Matematica in movimento, Gabriele Lolli cerca di definire che cosa si intenda per “matematica” e riflette sulla visione che la vuole consolidata, stabile e cumulativa.

 Per quanto riguarda l'edizione numero 171... 
 Troverete l'informazione su 
 Calendario con le date delle prossime edizioni del Carnevale.


martedì 6 giugno 2023

Gabriele Lolli: la matematica è consolidata, stabile e cumulativa?

In Gabriele Lolli e il platonismo matematico abbiamo visto che le cosiderazioni di Lolli sulla visione che postula “l’esistenza di un mondo di oggetti ideali che contiene tutti gli oggetti e le funzioni della matematica”.
Nel terzo capitolo "Matematica on the move" del suo libro, Matematica in movimento. Come cambiano le dimostrazioniGabriele Lolli cerca di definire che cosa si intenda per “matematica” e riflette sulla visione che la vuole consolidata, stabile e cumulativa.

"Di solito si parla di “matematica” come corpo di conoscenze consolidate, stabili, cumulative mentre è un corpo di conoscenze che sono sempre in corso di definizione, che sono periodicamente riviste e per le quali si dà anche il fenomeno dell’obsolescenza. …

Con “la matematica” ci riferiamo al movimento complessivo generato dai loro cultori alla direzione delle loro ricerche e alle novità che queste hanno portato e portano, alle dichiarazioni programmatiche. Conveniamo che l’insieme di tali elementi definisca un'immagine, ma un'immagine che può essere in ogni epoca eventualmente diversa e tuttavia riconducibile sotto lo stesso nome, distinguendosi per i rapporti, che ci sono ed evolvono, con le immagini costituite in epoche precedenti e con quelli con altre discipline. …

Non è una media dei protagonisti, c’è sempre qualcuno o qualche gruppo che riesce a interpretare e esprimere meglio una direzione; anzi, che di fatto indica la direzione, di cui essi saranno le avanguardie. … Parafrasando un famosa frase di Ernst Gombrich (1909-2001) possiamo dire:
“Non esiste una cosa chiamata matematica, esistono i matematici”. E non pensano tutti nello stesso modo, ma di nuovo qui con “i matematici” ci si riferisce non a una media ma a coloro che sviluppano le tracce dei leader. ...

La matematica di Newton è diversa da quella di Euclide e Archimede, se non altro perché Newton aveva le derivate; quella di oggi è diversa da quella dei tempi di Newton, se non altro perché oggi ci sono la topologia e l’algebra astratta, ma è sempre riconoscibile come “matematica”.

Alla fine del Settecento Joseph-Louis Lagrange temeva addirittura che non ci fosse più nulla da fare in matematica. ...
Le pessimistiche previsioni di Lagrange sono smentite da due svolte: da una parte nuovi
fenomeni fisici attirano l’attenzione della filosofia naturale pur essendo impalpabili e sfuggenti,
come la trasmissione del calore per esempio, poi l’elettricità; la natura si rivela molto più varia e
ricca di manifestazioni prive della solidità della meccanica; coraggiosi matematici come Jean
Baptiste Joseph Fourier (1768-1830) sono stimolati ad assoggettarle alla conoscenza scientifica.
D’altra parte nella nuova matematica non si indaga più il mondo della natura, o non solo quello
ovviamente, ma il mondo della matematica; esso inizia a popolarsi di nuovi concetti, e sono questi
a essere l’oggetto di studio. Entra nel vocabolario la distinzione tra matematica pura e matematica applicata.

… per Francis Bacon (1561-1626), e fino ancora episodicamente a fine Ottocento, la matematica è o pura o mista; la matematica pura contiene le scienze che trattano la quantità completamente separata dalla materia e dagli assiomi della filosofia naturale, e sono la geometria per la quantità continua, e l’aritmetica per la quantità separata (discreta); “[ l] a matematica mista ha come suo argomento alcuni assiomi e parti della filosofia naturale, e considera la quantità in quanto essa serve a spiegare, dimostrare e attivare quelle”.

Nell’Ottocento, a parte per i nostalgici della vecchia terminologia in estinzione, la matematica applicata è solo matematica, non include assiomi della filosofia naturale; nella matematica pura non si studia “la quantità completamente separata dalla materia”, ma si prendono come oggetti separati i concetti stessi matematici.

Georg Cantor, nel 1883, dichiara: "In ragione di questa straordinaria posizione che distingue la matematica da tutte le altre scienze, e che fornisce una spiegazione per il modo relativamente leggero e privo di vincoli di svilupparla, essa merita in modo speciale il nome di matematica libera, una descrizione che, se ne avessi il potere, io preferirei a quella ora usuale di “matematica pura”.

La “posizione straordinaria” consiste nel fatto che secondo Cantor la matematica è una conoscenza intrasoggettiva, o conoscenza di una realtà intrasoggettiva o immanente a differenza di quella transsoggetiva o transiente; la prima è composta di idee che prendono un posto coerente attraverso definizioni nel nostro pensiero, la seconda è rappresentazione di cose che occorrono effettivamente nella realtà corporea e spirituale; il primo tipo corrisponde secondo Cantor alle idee che Spinoza chiamava “adeguate”.

In termini più semplici, e senza scomodare i grandi filosofi, il senso dell’appellativo “libera” sembra essere che basta che i matematici si capiscano e siano d’accordo intra loro su quello che studiano, senza bisogno di fare appello al mondo reale per confermare la plausibilità di quello che dicono – una dichiarazione molto coraggiosa e dirompente, che tuttavia al tempo di Cantor sintetizzava una serie di tendenze che percorrevano l’Ottocento."