martedì 2 ottobre 2012

Viaggio pitagorico: Metaponto

Martedì 5 giugno

Nel pomeriggio attraversiamo i confini calabro-lucani per proseguire il nostro viaggio sulle orme di Pitagora e raggiungere la terza tappa: Metaponto, la città che diede i natali a Ippaso e che vide spegnersi il maestro dopo che egli ebbe trascorso in esilio gli ultimi giorni della sua vita.
Anche Metaponto fu fondata dagli achei, un secolo dopo Sibari, nella seconda metà del VII secolo a.C. Fu Sibari stessa a richiedere alla madre patria la fondazione di una nuova colonia per contrastare l'espansione della colonia spartana di Taranto, che insieme a Crotone costituiva la tenaglia dei nemici di Sibari. I coloni scelsero ovviamente una posizione bella e strategica, delimitata dai fiumi Bradano e Basento e su tre lati dal mare. Metaponto divenne molto presto una delle città più importanti della Magna Grecia.
Nel Museo Archeologico Nazionale di Metaponto ammiriamo molti reperti interessanti. Tra cui questi vasi prodotti a Metaponto nel VI sec. a.C. Da notare anche qui le svastiche orientate in senso antiorario.


Ma più interessante di tutto mi sembra la sezione dedicata alla donna della Magna Grecia. Guardate ad esempio questi orecchini d'oro a navicella e lo specchio di bronzo visibile dietro di essi (IV sec. a.C.).
E che dire di questa ricostruzione dell'abbigliamento femminile dell'epoca?
Qui vengono mostrati vari tipi di fibula,
qui i chitoni di tipo ionico e dorico
e qui vari tipi di acconciature femminili.


Lasciato il museo andiamo a visitare gli scavi.

La parte più interessante è la zona centrale della città. Quella riservata alle funzioni di carattere pubblico: con il santuario, il teatro e l'agorà. A me interessano in modo particolare il tempio di Hera e quello di Apollo.
Il tempio di Hera è quello più grande dell'area urbana ed è costruito secondo i canoni dello stile dorico-acheo. Quella delle grandi dimensioni dei templi e dei santuari di Hera è una costante in molte città della Magna Grecia. Alla divinità, infatti, veniva riconosciuto un indiscutibile primato in tutte le colonie achee della Magna Grecia. Sarà un caso che queste zone conobbero in epoche diverse una vasta diffusione del culto della vergine Maria? 
Addirittura a Paestum c'è il santuario della Madonna del Granato. Sarà un caso che il frutto sacro ad Hera era la melagrana?
In particolare il tempio di Hera di Metaponto era costituito da 8 x 17 colonne. Queste dimensioni unite allo stile pesante delle forme architettoniche ed al mancato rispetto dei rapporti dimensionali tra le varie parti, segno dell'alta arcaicità dell'edificio (570-530 a.C.), lo fanno classificare come uno dei primi e più grandi templi della Magna Grecia concepiti interamente in pietra.
Prospetto frontale orientale - Prospetto laterale 


Il tempio di Apollo Liceo presenta due distinte fasi costruttive entrambe caratterizzate dalla presenza del colonnato centrale all'interno della cella e dall'assenza dell'ambiente porticato posteriore (opistòdomo). Caratteristiche che si trovano anche nel tempio arcaico di Hera di Poseidonia-Paestum. Il progetto del primo edificio, iniziato intorno alla metà del VI sec. a.C., propone una pianta stretta e lunga, con una peristasi maggiori di quella del tempio di Hera, 9 x 17 colonne doriche, ma il progetto non fu mai portato a termine. 
La peristasi del nuovo e definitivo tempio è minore della precedente: 7 x 15 colonne. Ed essa venne inoltre parzialmente chiusa con un muro la cui struttura portante era formata da mezze colonne. Questa di struttura con mezze colonne decorative e portanti è il primo esempio noto del genere nell'architettura greca.


Dopo aver visitato il Santuario visitiamo infine la zona del teatro e dell'agorà e quindi ci rimettiamo in auto per andare a visitare santuario extraurbano di Hera.

Così come Crotone con il santuario di Hera a Capo Lacinio anche Metaponto aveva il suo luogo sacro esterno alla città dedicato alla dea. Posto in un'area strategica questo santuario rappresenta una tappa importante per il nostro viaggio. 
La tradizione popolare lo vuole infatti sede della tomba di Pitagora.
Il tempio è in stile dorico periptero con 6x12 colonne. Fu costruito nella seconda metà del VI sec. a.C. con lo stesso progetto architettonico del santuario urbano dedicato anch'esso a Hera.

Dopo le visite archeologiche decidiamo di non pernottare a Metaponto e ci rimettiamo in viaggio per Taranto. Il viaggio pitagorico in senso stretto finirebbe qui. Nel luogo della morte del maestro. Ma come non considerare il Museo nazionale della Magna Grecia come un completamento ideale di tale percorso?

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