venerdì 4 gennaio 2019

Il ritratto di fra' Luca Pacioli al museo di Capodimonte

Il museo di Capodimonte è una meraviglia assoluta. Qualcuno ha scritto che la bellezza può salvarci. Ecco, in questo museo colmo di capolavori e immerso in un parco incantevole, un ampio passo verso la salvezza è garantito.
È uno dei musei più belli che io abbia mai visitato.

E. tra i molti altri capolavori, contiene anche il ritratto di fra' Luca Pacioli (1495, circa).

"Alle colte atmosfere dell'Umanesimo matematico di ambito urbinate è da riferire l'enigmatica tavola attribuita, con molti dubbi per riscontri stilistici mai convincenti, a Jacopo de' Barbari: il Ritratto di fa' Luca Pacioli con un allievo, forse il duca Guidobaldo da Montefeltro, al quale era stata dedicata la prima edizione a stampa della Summa de arithmetica, geometria, proportione, pubblicata a Venezia l'anno precedente. Il Francescano concentrato nello studio, tiene il segno sul libro aperto sul tavolo, gli Elementi di Euclide, nome che si legge sul bordo della lavagna dove si dimostra un suo teorema, mentre quello chiuso svela nella scritta il luogo di nascita di Luca Pacioli, Borgo Sansepolcro patria di Piero della Francesca, altro fine teorico della prospettiva.
Un solido a più facce vi è appoggiato ad arte e fa bella mostra di se insieme a molti altri strumenti del mestiere messi religiosamente in fila (compasso, goniometro, gesso e spugnetta, astuccio e calamai) mentre un mistero è racchiuso nel poliedro sospeso a un filo, trasparente dell'acqua in cui si riflette la facciata di un edificio identificato da alcuni proprio con il Palazzo Ducale di Urbino, cenacolo dove illustri scienziati ed eruditi condividevano il loro sapere con i più accorti rampolli dell'aristocrazia italiana."

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